La Lettonia ha votato contro Putin, il convitato di pietra. Il premier uscente Andris Kulbergs ha vinto le elezioni. Tutti i sondaggi lo avevano dato in testa, ma nessuno aveva previsto un mandato così ampio e chiaro a difendere e governare il Paese.......
LA LETTONIA VOTA CONTRO PUTIN: CONFERMATO IL PREMIER USCENTE KULBERGS, CHE SUPERA IL 35%
Estratto dell’articolo di Paolo Valentino per il “Corriere della Sera”
La Lettonia ha votato contro Putin, il convitato di pietra. Il premier uscente Andris Kulbergs ha vinto le elezioni. Tutti i sondaggi lo avevano dato in testa, ma nessuno aveva previsto un mandato così ampio e chiaro a difendere e governare il Paese.
La sua Lista Unita ha avuto oltre il 35% dei voti, conquistando 42 dei 100 seggi della Saeima, il Parlamento. È il miglior risultato dal 1990, l’anno in cui la Repubblica lettone si rese indipendente dall’Urss.
Il successo convalida la linea di Kulbergs, che ha centrato la sua campagna sulla prosecuzione del sostegno all’Ucraina e il contrasto alle continue minacce ibride di Mosca, promettendo fra l’altro di migliorare le difese antidrone del Paese e di continuare a dedicare il 5% del Pil per le spese militari, una delle più alte percentuali della Nato.
Nella formazione di una nuova maggioranza, il premier non avrà bisogno di concludere alcuna intesa con i due partiti filorussi, Potere Sovrano e il populista Prima la Lettonia, che hanno ottenuto rispettivamente il 13,1% e l’11,7%, per un totale di 32 seggi. Per quanto in crescita, le due formazioni sono destinate a rimanere all’opposizione.
[…] Kulbergs potrà avviare trattative con i suoi alleati naturali, i conservatori di Alleanza Nazionale, che hanno ottenuto l’8,9% e 10 seggi, e il partito di centrodestra Nuova Unità, forte del 6,3% con 7 deputati. Rimarrà probabilmente all’opposizione anche la sinistra dei Progressisti, che ha avuto il 7,8% e 9 seggi. […]
NARVA, ESTONIA PH ALESSANDRO BERRETTONI
Kulbergs ha introdotto un tono nuovo nella politica lettone, più diretto e sensibile alle istanze dei cittadini. Non avrà però un compito facile, in un Paese diviso da una faglia etnica che vede quasi il 30% della popolazione russofona, tra lettoni di origine russa e bielorussa.
Minoranza spaccata tra coloro che si oppongono alla guerra di Mosca, anche se vorrebbero la fine degli aiuti all’Ucraina, e chi invece esprime frustrazione verso politiche che tenderebbero a limitare l’influenza dei russofoni sulla vita pubblica e accusa il governo di discriminarli.


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