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Montenegro.... Il 9 aprile, il giudice della Corte d'Appello di Podgorica, Nenad Vujanović, pronuncerà il verdetto sul presidente del Gruppo Atlas, Duško Knežević, sull'ex sindaco di Podgorica, Slavoljub-Migo Stijepović, e sugli altri imputati nel caso noto come "Busta"..........

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  Foto: Printscreen/Youtube Il 9 aprile, il giudice della Corte d'Appello di Podgorica, Nenad Vujanović, pronuncerà il verdetto sul presidente del Gruppo Atlas, Duško Knežević, sull'ex sindaco di Podgorica, Slavoljub-Migo Stijepović, e sugli altri imputati nel caso noto come "Busta". Si tratta di un caso in cui, per ordine della Corte d'Appello, il processo è stato ripetuto e, dopo il primo processo, tutti gli imputati sono stati assolti. "Non sono stato trattato come un informatore, cioè come un informatore, ma come qualcuno che ha formato un gruppo criminale per riciclare denaro del DPS. Si tratta di un racket di quel partito politico", ha dichiarato l'imputato Knežević durante il processo odierno, affermando che i rapporti dell'Interpol hanno trattato il procedimento contro di lui come un processo politico. Accuse penali contro quattro persone per possesso illegale di armi nel nord del Montenegro "Nella sentenza della Corte d'Appello,...

LA BOSNIA STA PREPARANDO IL TRAPPOLONE AGLI AZZURRI: A ZENICA SARANNO IN TRENTAMILA FUORI DALLO STADIO DAVANTI AI MAXISCHERMI PER SPAVENTARE DONNARUMMA E COMPAGNI – SI GIOCHERA’ SU UN CAMPO DI PATATE: IL TERRENO E’ DURO E HA L’ERBA ALTA (I BOSNIACI PER ABITUARSI SI SONO ALLENATI SU UN CAMPO VICINO A UNA FATTORIA TRA SOMARI E CAVALLI) – IL CT BARBAREZ FA IL POKERISTA: “LAMENTELE? NEL CALCIO BISOGNA SAPERSI ADATTARE A OGNI SITUAZIONE” – E DZEKO CARICA I COMPAGNI: “L’ITALIA NON HA PIU’ TOTTI E DEL PIERO...”....

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  Marco Azzi per  "la Repubblica" - Estratti   STADIO BILINO POLJE DI ZENICA Gli scenari possibili sono due e diametralmente opposti, dal bivio di Zenica dipende il futuro del barcollante calcio italiano in bilico tra il riscatto in extremis e la catastrofica ipotesi di saltare per la terza volta di fila il Mondiale. Gli spareggi assomigliano già di per sé al purgatorio sportivo. Ci può quindi stare che il destino della Nazionale si decida in una ribalta periferica e inospitale, tra colline ancora imbiancate dalla neve e nel cuore di una cittadina di 120mila abitanti, circondata da miniere di ferro e carbone.   È qui che la Bosnia ha fissato da 20 anni il suo spartano quartier generale, che ha come epicentro il piccolo stadio Bilino Polje, che al massimo della capienza può contenere 13 mila spettatori, ridotti a 8mila dalla Uefa per sanzionare episodi di discriminazione razziale, scontri e incidenti contro la Romania.   STADIO BILINO POLJE DI ZENICA Ma stasera a...

E' il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ad aprire la conferenza stampa convocata dal centrodestra unito dopo le “dimissioni irrevocabili” della vicepresidente Elena Chiorino. «Una scelta non scontata, un gesto raro nella pubblica amministrazione», la definisce Cirio, che insiste sul tema del rispetto: «Rispetto per le istituzioni, per i cittadini piemontesi e per il ruolo che rappresentiamo»..........

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  il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ad aprire la conferenza stampa convocata dal centrodestra unito   dopo le “dimissioni irrevocabili” della vicepresidente Elena Chiorino . «Una scelta non scontata, un gesto raro nella pubblica amministrazione», la definisce Cirio, che insiste sul tema del rispetto: «Rispetto per le istituzioni, per i cittadini piemontesi e per il ruolo che rappresentiamo». Cirio: «Dimissioni non scontate ma necessarie» Il governatore ribadisce come la vicenda non riguardi direttamente l’azione amministrativa della Regione,  ma la sfera privata. «Quando si ricopre un incarico pubblico – sottolinea – la dimensione privata e quella pubblica si intrecciano». Da qui la linea della maggioranza: «Abbiamo parlato di una leggerezza grave, lo abbiamo fatto con trasparenza e chiedendo scusa ai cittadini». La decisione finale è stata quella di accogliere le dimissioni: «Un passo necessario per tutelare l’istituzione e il Piemonte». Dimissioni Chior...

The arrival of US ground invasion forces in the Middle East over the weekend provides Donald Trump with the muscle for a perilous attempt to forcibly open the strait of Hormuz, Iran’s biggest pressure point in the war..........

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Iran’s  chokehold on the strait , through which a fifth of the world’s oil trade normally passes, gives Tehran leverage that Trump understands, sending oil prices rocketing to more than $100 a barrel. The US president  has said he is prepared to give diplomacy a chance , though bombing of Iran continues. But he also said on Sunday that he wanted to “take the oil in Iran”. Trump has two military options to open the strait: seizing territory, or deploying a massive naval presence in the waterway. Even the limited ground incursion being considered risks the kind of body count that could sink a presidency, experts say. For Iran, boots on the ground would be a red line. Emma Salisbury, a senior fellow in the national security programme at the Foreign Policy Research Institute, said she believed Trump would not be able to resist escalating the conflict by capturing one of the Iranian islands in the Gulf. View image in fullscreen US sailors and marines on USS Tripoli. Half of a conti...

War is testing operating principle that has guided Trump for decades: construct a narrative, declare it to be true and relentlessly force the world to submit to it......

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“L et me say, we’ve won,” he  told a rally  in Kentucky on 11 March. “I think we’ve won,” he said on the White House south lawn on 20 March. “We’ve won this war. The war has been won,” he said in the Oval Office on 24 March. “We are winning so big,” he promised a fundraising dinner on 25 March. Donald Trump keeps declaring victory in Iran. But saying it over and over does not make it so. While the US president insists that his military campaign in the Middle East is a historic success, the world is bracing for a conflict that  continues to metastasize  and could wreak havoc on the global economy. The war is turning into the ultimate test of an operating principle that has guided Trump for decades: construct a narrative, declare it to be true and relentlessly force the world to submit to it. It has proved effective in Manhattan boardrooms, on reality television and even at the heart of power in Washington. But in Iran, Trump’s unique brand of “ truthful hyperbole ” ha...