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Per lui il calcio è stato un mezzo per un fine molto chiaro: bere. A 13 anni Cicinho si è avvicinato alle birre durante un festino con gli amici e da lì non si è più fermato fino ai 32. “Più crescevo e guadagnavo, più bevevo. A Roma ho fatto il record in un giorno: 70 birre, 15 caipirinha e due pacchetti di sigarette”......

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  Francesco Albanesi per  gazzetta.it - Estratti   CICINHO AL REAL MADRID Per lui il calcio è stato un mezzo per un fine molto chiaro: bere. A 13 anni Cicinho si è avvicinato alle birre durante un festino con gli amici e da lì non si è più fermato fino ai 32. “Più crescevo e guadagnavo, più bevevo. A Roma ho fatto il record in un giorno: 70 birre, 15 caipirinha e due pacchetti di sigarette”.   Oggi lo racconta con il sorriso di chi non ha più conti in sospeso col passato. L’alcol è stato la sua valvola di sfogo, il demone con cui combattere, tanto da portarlo a farsi 25 tatuaggi da ubriaco “perché avevo paura degli aghi e non volevo sentire dolore”.   Nel 2007 sbarca a Roma dopo una chiamata su Skype con Totti: “I Galacticos siamo noi, vieni qui”. Convinto. Cicinho arrivava dal Real con un ginocchio malmesso e un tasso alcolemico più alto del dovuto. A Casal Palocco la sua villa diventa presto teatro di festini fino alle quattro di mattina: “Alle otto mi alzavo ...