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L’ ho abbracciato e gli ho detto «Voglio premiarti anche a Parigi». Mi ha risposto, «Magari, Adriano, sarebbe la cosa più bella del mondo». Ho voluto avere l’ultima parola… «Stai tranquillo», ho aggiunto, «gioca come sai e vedrai che tutto andrà bene». ...

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Adriano Panatta per il  Corriere della Sera - Estratti JANNIK SINNER ADRIANO PANATTA SERGIO MATTARELLA   L’ ho abbracciato e gli ho detto «Voglio premiarti anche a Parigi». Mi ha risposto, «Magari, Adriano, sarebbe la cosa più bella del mondo». Ho voluto avere l’ultima parola… «Stai tranquillo», ho aggiunto, «gioca come sai e vedrai che tutto andrà bene». Sono contento, vederlo vincere a Roma mi ha fatto felice, l’italiano che prende il mio posto nell’albo d’oro degli Internazionali è il Numero Uno, un motivo in più per affidare a lui il futuro del nostro tennis. È in buone mani. Le migliori.   Non avevo molti dubbi, ma so che è stato difficile. Più che Ruud, finalista gentile, cuore d’oro, e ottimo tennista, che molto ha fatto — fino al punto di sorprendermi, e lo dico con grande rispetto — per cercare di salire al livello di Sinner, ma di cilindrata troppo inferiore a quella che servirebbe, è stato Medvedev il russo a prenderlo di petto, in una giornata particolare, umi...