Il giudice federale Timothy Kelly ha fermato a tempo indeterminato il tentativo di Donald Trump di bloccare l'accesso alla Casa Bianca a Cnn, Ms Now e Politico, nel mentre è in corso la causa contro il divieto di accesso deciso dal tycoon.....

 


DONALD TRUMP E I GIORNALISTI

(ANSA) - Il giudice federale Timothy Kelly ha fermato a tempo indeterminato il tentativo di Donald Trump di bloccare l'accesso alla Casa Bianca a Cnn, Ms Now e Politico, nel mentre è in corso la causa contro il divieto di accesso deciso dal tycoon. Il 24 settembre Kelly, nominato dal tycoon, ha concesso ai ricorrenti d'urgenza un ordine restrittivo temporaneo che imponeva alla Casa Bianca il ripristino delle credenziali delle testate per 14 giorni, prorogato poi al fino al 13 ottobre.

 

L'ingiunzione preliminare preserva l'accesso delle testate fino alla risoluzione della causa, in un processo che potrebbe richiedere settimane, mesi o anni. Kelly ha accolto la richiesta di un provvedimento cautelare d'urgenza, che rimarrà in vigore mentre il procedimento legale prosegue. In una sentenza di 26 pagine, il giudice ha stabilito che la revoca dei pass permanenti dei giornalisti ha violato probabilmente i diritti sanciti dal Quinto e dal Primo Emendamento.   

 

DONALD TRUMP E I GIORNALISTI

"È probabile che la revoca, da parte del presidente Trump, dei pass permanenti dei ricorrenti costituisca un'azione tale da dissuadere un giornalista o una testata giornalistica ragionevoli dal pubblicare notizie sgradite al presidente", ha scritto Kelly nella sentenza. "La revoca dei pass permanenti dei ricorrenti incide in modo significativo sulle modalità, sulla possibilità e sulla misura in cui essi possono svolgere il proprio lavoro".

 

Trump aveva previsto che l'amministrazione avrebbe perso la causa, anticipando su Truth che, in caso di sentenza sfavorevole da parte di Kelly, il Dipartimento di Giustizia avrebbe presentato ricorso.   

 

DONALD TRUMP DAVANTI AI GIORNALISTI

Il 18 settembre, il presidente ha annunciato la stretta sull'accesso alla Casa Bianca ai giornalisti delle tre testate a causa di quella che ha definito la loro "costante diffusione di FAKE NEWS". La misura, entrata in vigore, ha spinto le tre testate a intentare la causa il 21 settembre, sostenendo che il divieto fosse una ritorsione per la loro copertura gionalista dell'attività presidenziale, in violazione del Primo Emendamento e del Quinto Ememndamento, per la negazione del giusto processo.

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