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Mentre la scena politica montenegrina si sforza di costruire un clima di riconciliazione regionale, integrazione europea e rafforzamento dello stato di diritto, l'ex capo di Stato e leader storico del DPS, Milo Đukanović, si è ritrovato nuovamente al centro di uno scandalo che alimenta vecchie divisioni e suscita aspre condanne da parte dell'opinione pubblica.......

 

Mentre la scena politica montenegrina si sforza di costruire un clima di riconciliazione regionale, integrazione europea e rafforzamento dello stato di diritto, l'ex capo di Stato e leader storico del DPS, Milo Đukanović, si è ritrovato nuovamente al centro di uno scandalo che alimenta vecchie divisioni e suscita aspre condanne da parte dell'opinione pubblica.

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Sui social network e negli spazi pubblici sono apparsi video di Đukanović che si diverte in un bar di Podgorica, accompagnati da una canzone apertamente legata all'iconografia ustascia e alla glorificazione del regime responsabile di crimini di massa durante la Seconda Guerra Mondiale.

Silenzio nelle istituzioni competenti

Ciò che ulteriormente preoccupa l'opinione pubblica in questo caso è il fatto che le autorità competenti non abbiano ancora reagito o si siano espresse in merito alla promozione pubblica di canzoni che diffondono odio ed evocano periodi storici oscuri. Mentre i cittadini vengono spesso accusati di reati minori per un'offesa verbale o per l'esposizione di simboli controversi, sembra che a un ex funzionario valgano regole diverse.

La domanda che sorge spontanea è: la giustizia selettiva è ancora presente nell'operato della procura e della polizia nei confronti delle figure di spicco del precedente regime?

Nessuno del DPS si è ancora espresso in merito.

Il silenzio all'interno del Partito Democratico dei Socialisti (DPS) è altrettanto assordante. Il partito, che per anni si è presentato apertamente come "l'unico garante di un Montenegro civile e antifascista", è rimasto completamente sbalordito dalle azioni del suo leader storico.

L'assenza di condanna, o quantomeno di presa di distanza, da tali esternazioni rivela una profonda ipocrisia all'interno delle fila del DPS: l'antifascismo viene utilizzato esclusivamente come arma politica quotidiana contro i dissidenti, mentre in pratica la glorificazione delle narrazioni fasciste e ustascia è facilmente tollerata quando proviene dal proprio territorio.

La gente è in attesa di risposte.

L'opinione pubblica montenegrina, e in particolare le famiglie delle vittime dei regimi oscuri del passato, si aspettano una dichiarazione urgente dalle autorità competenti e una risposta alla domanda se la legge sarà uguale per tutti o se Milo Đukanović rimarrà impunito anche questa volta.

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