Un dossier riservato redatto nel 2022 dall'ex responsabile della sezione Russia dell'MI6, Christopher Steele, sostiene che Peter Mandelson fosse considerato dai servizi segreti russi un "contatto privilegiato" e "uno dei piu' importanti successi" dell'intelligence di Mosca nella "manipolazione della politica britannica" degli ultimi trent'anni..........

 


JEFFREY EPSTEIN CON IL PRINCIPE ANDREA E PETER MANDELSON IN ACCAPPATOIO

(Agenzia Nova) - Un dossier riservato redatto nel 2022 dall'ex responsabile della sezione Russia dell'MI6, Christopher Steele, sostiene che Peter Mandelson fosse considerato dai servizi segreti russi un "contatto privilegiato" e "uno dei piu' importanti successi" dell'intelligence di Mosca nella "manipolazione della politica britannica" degli ultimi trent'anni.

 

Lo riferisce il quotidiano "The Telegraph". Il rapporto, denominato Project Fish, afferma che Mandelson, storico esponente laburista, figura di primo piano del New Labour e in seguito ambasciatore britannico a Washington, sarebbe stato avvicinato dal Kgb dopo la caduta del Muro di Berlino, ma non presenta prove di attivita' di spionaggio a favore della Russia.

 

PRINCIPE ANDREA PETER MANDELSON 3

Fonti vicine a Mandelson hanno definito le accuse "prive di fondamento", sottolineando che l'ex politico non avrebbe mai trasmesso informazioni a Mosca e ricordando le sue ripetute prese di posizione pubbliche contro il Cremlino. Il dossier sostiene inoltre che il Servizio di intelligence esterna russo (Svr) avesse raccolto informazioni anche sul rapporto tra Mandelson e l'ex finanziere statunitense Jeffrey Epstein, condannato per pedofilia e traffico sessuale.

 

PETER MANDELSON JEFFREY EPSTEIN

Proprio la vicenda dei rapporti con Epstein aveva contribuito alla fine dell'incarico di Mandelson come ambasciatore britannico negli Stati Uniti e aveva alimentato una piu' ampia crisi politica nel Regno Unito, dopo le rivelazioni sul fatto che la sua nomina fosse avvenuta nonostante rilievi emersi nel processo di controllo di sicurezza.

 

Secondo il "Guardian", la controversia sul processo di verifica e valutazione di Mandelson aveva messo sotto forte pressione il primo ministro dimissionario Keir Starmer, con accuse dell'opposizione sulla gestione della nomina e con le successive dimissioni del capo del Foreign Office, Olly Robbins. 

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