Sui media e sui social fioccano gli applausi. «Questo è lo Zelensky che vogliamo. Fermo, ironico, capace di fare rimangiare a Trump i vecchi attacchi alla nostra legittimità», scrive il noto blogger Ihor Lachenkov.....

Estratto dell’articolo di Lorenzo Cremonesi per il “Corriere della Sera”

 

VOLODYMYR ZELENSKY DONALD TRUMP VERTICE NATO ANKARA FOTO LAPRESSE1

La frase di Volodymyr Zelensky che oggi più piace agli ucraini è stata quella dei droni su Mosca e adesso la rilanciano soddisfatti in rete. «Saresti disposto ad andare da Putin a firmare la pace?», gli ha chiesto Donald Trump al vertice Nato di Ankara. «Difficile, è pericoloso, ci sono troppi droni ucraini in volo su Mosca», ha risposto con un grande sorriso il presidente ucraino.

 

Sui media e sui social fioccano gli applausi. «Questo è lo Zelensky che vogliamo. Fermo, ironico, capace di fare rimangiare a Trump i vecchi attacchi alla nostra legittimità», scrive il noto blogger Ihor Lachenkov.

 

VOLODYMYR ZELENSKY DONALD TRUMP E JD VANCE - STUDIO OVALE

[…]  Secondo l’editoriale di Ukrainska Pravda : «Zelensky ha dimostrato ad Ankara che l’Ucraina non si piega ai diktat. Ora trattiamo da pari a pari con la potenza americana».

 

Il politologo Volodymyr Fesenko fa un passo in più e, riferendosi alla luce verde di Trump alla produzione delle batterie anti-missili Usa in Ucraina, sostiene addirittura che «il nostro presidente trasforma una potenziale imboscata diplomatica in un successo strategico. Ottenere la produzione di Patriot nel nostro Paese garantisce il futuro industriale e militare, silenziando i critici esterni e interni».

 

PATRIOT USA 3

Sondaggi in crescita Per Zelensky è questo uno dei rari momenti di autentica soddisfazione. La sua popolarità è in crescita. Si parla di oltre il 61 per cento delle preferenze. I sondaggi dell’Istituto internazionale di sociologia a Kiev segnalano che la grande maggioranza della popolazione (oltre il 67 per cento) preferisce si arrivi alla fine della guerra prima di andare alle urne.

 

Dunque: lui resta in carica a guidare il Paese contro l’aggressione di Vladimir Putin. Non era garantito che andasse così, con i missili balistici russi che ogni notte devastano Kiev e i centri urbani e con i soldati che muoiono a migliaia ogni mese sulle prime linee del Donbass.

 

VOLODYMYR ZELENSKY DONALD TRUMP G7 EVIAN, FRANCIA FOTO LAPRESSE

La sua popolarità era scesa ai minimi termini dopo la decisione di destituire l’ex capo di stato maggiore Valery Zaluzhnyi nel febbraio 2024 e poi ancora l’estate scorsa, quando i suoi maggiori amici e collaboratori erano stati via via arrestati per corruzione.

 

[…] I motivi sono presto spiegati: oggi l’Ucraina ha ripreso l’iniziativa, i suoi droni stanno mettendo in ginocchio il sistema energetico russo e in Crimea, come in larghe parti della Federazione, manca benzina. Putin è sulla difensiva. Persino Trump, che detesta i perdenti e sino al summit di Anchorage dello scorso Ferragosto sposava la narrativa del Cremlino sull’inevitabile sconfitta ucraina, da tempo si sta ricredendo.

 

L’intelligence militare del Pentagono ha ripreso a collaborare strettamente con quella di Zelensky. E adesso i Patriot potrebbero venire prodotti in Germania o Polonia su licenza ucraina — a sua volta ricevuta da Washington — per poi essere spediti presto a Kiev.

 

VOLODYMYR ZELENSKY DONALD TRUMP E JD VANCE - STUDIO OVALE

Ma c’è molto di più, e tutto questo ha terribilmente a che fare con la biografia e la personalità di Zelensky. «Un inguaribile testone, a volte capriccioso, ombroso, si lega al dito le offese, però anche coraggioso sino all’inverosimile, non si abbatte mai, le sconfitte lo spronano a riprendere il combattimento», ci hanno detto più volte i suoi collaboratori.

 

Nessun ucraino può dimenticare gli umilianti «ceffoni» politici e diplomatici, ma anche personali, sferrati da Trump e dal suo vice JD Vance a Zelensky in visita alla Casa Bianca il 28 febbraio 2025. Gli avevano detto che «non aveva le carte», non poteva resistere, doveva accettare i diktat di Putin.

 

VOLODYMYR ZELENSKY E DONALD TRUMP A MAR A LAGO FOTO LAPRESSE 2

E intanto avevano tagliato ogni sostegno militare americano. Tanti altri si sarebbero arresi. Non Zelensky. Ai funerali di papa Francesco ha cercato un incontro riparatore.

 

Poi ha voluto il dialogo a ogni costo, pur insistendo che l’Europa si armasse presto. Adesso parla con Trump da alleato, sa bene che il presidente potrebbe cambiare idea in ogni momento. Ma ad Ankara si è presentato come il leader del più forte esercito europeo che tratta alla pari con il capo del più potente membro della Nato. […] 

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