Si allargano a macchia d'olio i sospetti sulle donazioni a Reform Uk, formazione trumpiana britannica della destra anti-immigrazione guidata da Nigel Farage, già alfiere della Brexit, in testa da diversi mesi nei sondaggi. .......
(ANSA) - Si allargano a macchia d'olio i sospetti sulle donazioni a Reform Uk, formazione trumpiana britannica della destra anti-immigrazione guidata da Nigel Farage, già alfiere della Brexit, in testa da diversi mesi nei sondaggi.
Dopo le accuse rivolte direttamente a Farage riguardo a mega contributi ricevuti in passato (a partire dai 5 milioni di sterline incassate personalmente nel 2024 da Christopher Harborne, un cripto-miliardario inglese trapiantato in Thailandia) e a redditi privati non dichiarati al Parlamento, ora in ballo ci sono le casse del partito.
Il Times rivela che la polizia ha avviato un'indagine preliminare su 500.000 sterline versate in due tranche alla tesoreria di Reform, sempre nel 2024, da parte dell'aristocratica Fiona Cottrell: madre del chiacchierato finanziere 30enne George Cottrell, da anni vicino a Farage e già chiamato in ballo per presunti benefit sotto banco offerti al leader trumpiano fra cui l'uso di un lussuoso appartamento a Londra, condannato di recente negli Usa a 8 mesi di carcere per truffa e riciclaggio.
Mentre il Guardian evoca anche un ulteriore milione di sterline transitato tempo fa dal conto della stessa lady Cottrell - nell'ambito di asserite attività di business - a quello di Richard Tice, uomo d'affari entrato negli ultimi anni in politica e divenuto numero due di Reform Uk.
Scotland Yard, da parte sua, si limita a confermare d'aver avviato accertamenti diversi mesi fa sulla base di segnalazioni della Commissione elettorale britannica su potenziali violazioni delle norme sui contributi per le elezioni e di sospetti sulla provenienza ultima di alcuni fondi. Ma di non avere al momento formalizzato accuse o incriminazioni.
Il tutto mentre Farage si prepara all'elezione suppletiva nel collegio di Clacton-on-Sea, dopo aver annunciato in settimana le sue dimissioni a sorpresa da deputato con la sola intenzione di ricandidarsi per chiedere il "giudizio del popolo" su questi presunti scandali finanziari: frutto a suo dire di una persecuzione politica e mediatica "dell'establishment" a fronte dell'ascesa dei consensi a Reform.



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