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Montenegro...... La Corte d'Appello ha confermato la sentenza del Tribunale Superiore di Podgorica, che ha assolto l'imprenditore Duško Knežević dall'accusa di aver danneggiato, insieme agli ex dirigenti di Atlas Bank, Marko Nikolić e Dijana Zečević, gli aeroporti del Montenegro per un valore di tre milioni di euro............

 

La Corte d'Appello ha confermato la sentenza del Tribunale Superiore di Podgorica, che ha assolto l'imprenditore Duško Knežević dall'accusa di aver danneggiato, insieme agli ex dirigenti di Atlas Bank, Marko Nikolić e Dijana Zečević, gli aeroporti del Montenegro per un valore di tre milioni di euro.

"La Corte d'Appello del Montenegro ha respinto in quanto infondate le istanze presentate dalla Procura Speciale di Stato e dal rappresentante della società danneggiata 'Aerodromi Crne Gore' AD Podgorica e ha confermato la sentenza della Sezione Speciale dell'Alta Corte di Podgorica, con la quale gli imputati Duško Knežević, Marko Nikolić, Dijana Zečević e la persona giuridica Atlas banka AD Podgorica in procedura fallimentare sono stati assolti dall'accusa di istigazione, dall'accusa di abuso d'ufficio per Dijana Zečević e dall'accusa di abuso d'ufficio mediante istigazione. Con la stessa sentenza, la società commerciale 'Aerodromi Crne Gore' AD Podgorica è stata obbligata ad avviare un'azione legale per il recupero di un diritto di proprietà", ha annunciato la Corte d'Appello.

"Con l'atto d'accusa della Procura Speciale di Stato, l'imputato Duško Knežević, Marko Nikolic in qualità di responsabile - amministratore delegato di Atlas banka AD Podgorica e l'entità giuridica Atlas banka AD Podgorica in fallimento, sono stati accusati di aver deliberatamente istigato l'imputata Dijana Zečević ad abusare della sua posizione di responsabile - vicedirettore esecutivo di Atlas banka AD Podgorica, in modo tale che, dopo la scadenza del termine per il pagamento dei fondi pari a 3.000.000,00 euro che la società danneggiata 'Aerodromi Crne Gore' AD Podgorica aveva versato a tale banca sulla base del contratto di deposito a termine e del relativo allegato, i suddetti fondi non siano stati trasferiti sul conto corrente della società danneggiata, ma siano stati trattenuti sul conto della banca. L'atto d'accusa afferma che, agendo in tal modo, gli imputati hanno causato un danno pari a 3.000.000 di euro alla società danneggiata." azienda e Atlas Bank hanno beneficiato della stessa somma monetaria. (in comunicato stampa)

"Decidendo sugli appelli contro la sentenza di primo grado, la Corte d'Appello ha ritenuto che il Tribunale Superiore di Podgorica avesse correttamente concluso che non era stato provato che gli imputati avessero commesso il reato loro contestato, poiché dalle prove presentate durante il procedimento dinanzi al tribunale di primo grado risulta che tutte le azioni degli imputati erano state intraprese unicamente allo scopo di estendere il contratto di deposito, ossia la conclusione dell'Allegato II del contratto base, alla cui conclusione si è conclusa l'indiscutibile comunicazione effettuata in quell'occasione, l'organizzazione di un incontro allo scopo di concludere l'Allegato II, il pagamento degli interessi sui suddetti fondi da parte della banca e l'insistenza della banca sulla firma dello stesso. Infine, i suddetti fondi sono stati trasferiti dal conto di deposito al conto corrente della società 'Aerodromi Crne Gore' AD Podgorica. La decisione della Corte d'Appello afferma che il fatto che Atlas banka si trovasse in un problema di liquidità durante quel periodo, nel senso che alcuni fondi erano bloccati, indica che l'intenzione degli imputati era unicamente quella di giungere alla conclusione di Allegato II, e c'erano alcune promesse da parte dell'aeroporto che l'allegato sarebbe stato chiuso, quindi la valutazione della Corte d'Appello è che gli imputati non sapevano di trovarsi di fronte a un'amministrazione temporanea e poi al fallimento, e che le loro azioni sono state intraprese con l'obiettivo di impedire che l'amministrazione temporanea, la moratoria e la procedura fallimentare avessero luogo, perché ciò sarebbe stato a danno della banca e quindi di tutti i depositanti", aggiunge la Corte d'Appello.

Secondo il parere della Corte d'Appello, non è stato provato che Atlas Bank abbia tratto un indebito vantaggio patrimoniale pari a tre milioni di euro a seguito delle azioni degli imputati, né che gli aeroporti abbiano subito un danno di tale importo, "vantaggio o danno che deve essere determinato concretamente, non in astratto".

"Inoltre, si precisa che l'inadempimento di un obbligo contrattuale non crea automaticamente responsabilità penale, ma costituisce una violazione dell'articolo 1138, paragrafo 2, della Legge sulle Obbligazioni, che disciplina la questione del rapporto tra creditore e debitore nel contratto di deposito in contanti nel caso in cui il debitore non abbia adempiuto al proprio obbligo contrattuale, il che può comportare una responsabilità secondo le norme di procedura civile", si legge nella dichiarazione.

La sentenza della Corte d'Appello sarà pubblicata sul sito web di tale istituzione.

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