È da più di un mese che Giorgia Meloni prova a contenere Guido Crosetto. Conosce la sua frustrazione, sa delle sue lamentele per la mancata attivazione del Safe, il meccanismo europeo di finanziamento delle spese militari.........
Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “la Stampa”
GUIDO CROSETTO E GIORGIA MELONI ALLA FESTA DELL ARMA DEI CARABINIERI A REGGIO CALABRIA
È da più di un mese che Giorgia Meloni prova a contenere Guido Crosetto. Conosce la sua frustrazione, sa delle sue lamentele per la mancata attivazione del Safe, il meccanismo europeo di finanziamento delle spese militari.
Mai però il ministro della Difesa si era spinto fino al punto di evocare pubblicamente le sue dimissioni se il governo resterà indifferente alla richiesta di accelerare sulle risorse che le aziende pubbliche del settore e i generali considerano vitali.
Quei 14,9 miliardi di prestiti a tassi molto bassi e rimborso dopo 45 anni servono a sbloccare cantieri e progetti, come spiegato da Leonardo e Fincantieri, due big tra le partecipate di Stato, e a rinforzare, ammodernandolo, un sistema d'armi che è stato impoverito dai pacchetti di aiuti all'Ucraina. […]
GIORGIA MELONI E GUIDO CROSETTO - FESTA DEI CARABINIERI A REGGIO CALABRIA
Ora però si percepisce una certa irritazione nel commentare, dentro Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia, la possibilità delle sue dimissioni.
Meloni resta allineata alla prudenza certosina sui conti del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. E sfrutta un aspetto del Safe che le sta tornando utile per disinnescare Crosetto e lo Stato Maggiore della Difesa: «Non c’è una scadenza per accedere a quelle risorse», è il concetto che le attribuiscono ufficialmente fonti di Palazzo Chigi, prima della partenza per il G7, a Evian, [...].
L’ipotesi che circola tra Bruxelles e Roma, accreditata negli ambienti del Tesoro, è che il via libera dell’esecutivo al Safe potrebbe arrivare quando (e se) l’Italia uscirà dalla procedura per deficit, forse già in autunno.
Un traguardo che Meloni non è riuscita ad agguantare due mesi fa e che le ha complicato non poco i piani. Fino ad allora la lettera diretta all'Ue, che Crosetto attende da settimane, potrebbe non partire. A meno che non si realizzi il timore del ministro: all'Europa verrebbe inoltrata una richiesta più bassa, di circa 5 miliardi, che Giorgetti compenserebbe con altrettanti miliardi di tagli al budget della Difesa, per scongiurare altro deficit.
GUIDO CROSETTO GIORGIA MELONI ALLA PARATA DEL 2 GIUGNO 2026 FOTO LAPRESSE
Sulle scelte di Meloni inevitabilmente pesa anche l'orizzonte elettorale, e in particolare la crescita nei consensi di Roberto Vannacci, contrario al piano di riarmo europeo e agli aiuti all'Ucraina.
Un altro No che si somma a quello - più gestibile - del leader della Lega Matteo Salvini, e a quelli del M5S e della sinistra di Avs.
Più in generale Meloni si è convinta che l'opinione pubblica non digerirebbe vedere finanziati i programmi della Difesa mentre faticano a calare i prezzi dell'energia e l'inflazione aumenta. È una mossa che considera fatale a un anno o poco meno dal voto. Lo ha spiegato a Crosetto, ma non lo ha convinto.
GUIDO CROSETTO E GIORGIA MELONI ALLA CAMERA FOTO LAPRESSE
Il ministro pensa da sempre che il tema della spesa militare, in questi tempi di costanti fratture geopolitiche, vada sottratto alla campagna elettorale.[…]
La premier non è più protetta dalla luna di miele con il presidente americano e il governo non ha intenzione di accedere al Purl, dispositivo che prevede per gli alleati Nato l'acquisto di armi made in Usa. In un tweet ieri mattina Crosetto ha confermato che le dimissioni non sono solo un pensiero fosco, frutto di uno sfogo in un momento di sconforto.
È una scelta che prenderebbe, dice - ribadendo di condividere «totalmente» le riflessioni del collega britannico John Healey che quel passo lo ha già fatto - «dopo aver provato fino all'ultimo a dare battaglia per le cose che credo giuste». Si dà ancora tempo: «Chiunque mi conosca sa perfettamente che non minaccerei mai le dimissioni. Se ne rilevassi la necessità le darei e basta».[…]
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