Una causa legale contro una dirigente di alto livello di JPMorgan Chase sta facendo discutere negli Stati Uniti. Un dipendente junior ha accusato la manager di abusi sessuali prolungati, coercizione e molestie a sfondo razziale.........
Estratto dell’articolo da www.leggo.it
Una causa legale contro una dirigente di alto livello di JPMorgan Chase sta facendo discutere negli Stati Uniti. Un dipendente junior ha accusato la manager di abusi sessuali prolungati, coercizione e molestie a sfondo razziale.
Il caso, raccontato dal Daily Mail, ha rapidamente attirato l'attenzione dell'opinione pubblica per la gravità delle accuse. [...]
Il denunciante, che ha scelto di restare anonimo, ha accusato la dirigente 37enne, Lorna Hajdini, di aver sfruttato la propria posizione di potere per intimidire e molestare sessualmente il dipendente.
Secondo quanto riportato nella denuncia, la dirigente avrebbe non solo fatto ripetute avances indesiderate, ma avrebbe anche minacciato la carriera del dipendente ogni volta che lui si rifiutava di cedere alle sue richieste.
La denuncia sostiene inoltre che la donna avrebbe somministrato alla vittima una droga dello stupro — comunemente nota come "roofies" — e avrebbe compiuto atti sessuali non consensuali nonostante le chiare obiezioni dell'uomo. I fatti contestati risalirebbero al 2024 [...]
In un episodio citato nell'atto, la dirigente avrebbe fatto un commento sessualmente allusivo dopo un contatto fisico. Quando il dipendente (che tra le altre cose si è definito sposato) ha rifiutato le sue avances, lei avrebbe risposto con minacce esplicite: «Se non lo fai con me presto, ti distruggo… non dimenticare mai, ti possiedo».
Il denunciante afferma di essere stato bersaglio di commenti offensivi e denigratori, tra cui espressioni come «Po***no di compleanno per il ragazzino marrone?» e «Dovrai guadagnartelo, mio piccolo giocattolo arabo».
In un'altra occasione, la dirigente si sarebbe presentata a casa sua senza preavviso, facendo pressioni per ottenere un rapporto sessuale e minacciando ritorsioni sulle prospettive professionali del dipendente. Quest'ultimo afferma di aver resistito più volte, arrivando a supplicarla: «Non farmi fare questo» [...]
In un altro incontro, avrebbe detto: «Sono molto a disagio, ti prego, Lorna, ti supplico», ricevendo solo scherno in risposta. Tra le minacce citate nell'atto, anche la promessa di sabotare la sua carriera qualora non avesse ceduto alle sue richieste.
La causa è stata depositata presso la Corte Suprema della Contea di New York con lo pseudonimo "John Doe". Il denunciante ha spiegato che l'anonimato si è reso necessario per timore di ritorsioni nei confronti suoi e della sua famiglia.
JPMorgan Chase ha smentito le accuse. Un portavoce dell'istituto ha dichiarato: «A seguito di un'indagine interna, riteniamo che queste affermazioni siano prive di fondamento».




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