Mario Sechi è imbestialito. Fumantino e orgoglioso, ieri a metà pomeriggio ha comunicato alla redazione che in serata avrebbe firmato l’ultimo editoriale da direttore di Libero, senza nascondere di averla presa malissimo......

 SOLDI, LINEA PRO GIORGIA E BALLETTO SULLA SCORTA: ANGELUCCI SILURA SECHI

Estratto dell’articolo di Lorenzo Giarelli per “il Fatto quotidiano”

 

Mario Sechi è imbestialito. Fumantino e orgoglioso, ieri a metà pomeriggio ha comunicato alla redazione che in serata avrebbe firmato l’ultimo editoriale da direttore di Libero, senza nascondere di averla presa malissimo: “Angelucci mi ha licenziato proprio mentre mi minacciano di morte”. E anche questa volta, come sempre quando si parla di giornali (soprattutto di destra), la questione è politica ancor più che editoriale.

 

MARIO SECHI

[…] Mercoledì, infatti, Sechi – che sarà sostituito da Alessandro Sallusti – ha deciso di aprire il giornale (titolone in prima pagina, editoriale e due pagine di articoli all’interno) sulle minacce a lui rivolte dagli anarchici che gli sono costate la scorta: “Vogliono ammazzare il direttore di Libero”. Una situazione che […] gli stessi editori minimizzano. Gli Angelucci infatti non hanno gradito questa personalizzazione, vista come un estremo tentativo di barricarsi alla guida di Libero da parte di Sechi, puntando su un fatto in grado di far convergere la solidarietà pubblica sul direttore e di mettere in cattiva luce l’onorevole leghista e il figlio imprenditore.

 

GIAMPAOLO ANGELUCCI (2)

Dettaglio non secondario: mentre Libero faceva delle minacce a Sechi un caso nazionale, gli altri giornali del gruppo (Il Tempo e Il Giornale) non dedicavano neanche una riga alla vicenda, chiaro segnale al direttore.

 

[…] Chi conosce gli Angelucci parla di “una sceneggiata” pensata solo per metterli in difficoltà, visti i comunicati di vicinanza a Sechi arrivati persino dal Quirinale. Non solo. Gli Angelucci fanno pure sapere che “misure di tutela nei confronti di direttori di giornale non sono un fatto eccezionale e, in altri casi, risultano anche più estese e rilevanti”. Una sconfessione pubblica che rivela posizioni inconciliabili e un clima di astio, acuito negli ultimi mesi anche da diverbi per esempio su un possibile investimento della Federtennis sul quotidiano.

 

ALESSANDRO SALLUSTI

Come anticipato dal Foglio, gli Angelucci avevano fatto la bocca al tesoretto portato in dote da Antonio Binaghi, n. 1 del tennis, magari sotto forma di pubblicità. Binaghi invece alla fine ha scelto di entrare con una quota ne La Stampa, a dire degli Angelucci anche per colpa dell’atteggiamento ostile di Sechi. Ora gli editori contano di recuperare affidandosi a Sallusti, a sua volta cacciato quando venne chiamato Sechi, col problema che nel frattempo le copie sono crollate. Ci sarebbe anche Pietro Senaldi, attuale condirettore, ma gli Angelucci non lo amano e anzi, in passato avrebbero ragionato anche su come accompagnarlo alla porta, operazione però ritenuta troppo onerosa.

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