«Angelucci mi ha appena licenziato». La resa dei conti arriva ieri intorno alle 17 quando il direttore di Libero Mario Sechi viene costretto a lasciare il posto.....
Estratto dell’articolo di Irene Famà per “La Stampa”
«Angelucci mi ha appena licenziato». La resa dei conti arriva ieri intorno alle 17 quando il direttore di Libero Mario Sechi viene costretto a lasciare il posto. Il giornalista si sfoga sui social e il primo commento pubblicato su X è sibillino: «Libero». Subito dopo aggiunge: «Angelucci mi ha licenziato. Lo ha fatto nel momento in cui sono finito sotto scorta, minacciato di morte dai terroristi anarco-insurrezionalisti». Fonti vicine alla società editrice di Libero all'Adnkronos bollano la ricostruzione come «strumentale».
I tempi, sostengono, non collimano e il «richiamo alle minacce ricevute ha il solo effetto di presentare la vicenda come una ritorsione personale». Sechi, ricostruiscono, «non sarebbe stato licenziato direttamente da Angelucci, ma sollevato dall'incarico nell'ambito delle decisioni editoriali del quotidiano, legate anche all'insoddisfacente numero di copie vendute». E il direttore «ne sarebbe stato informato già da diverse settimane».
Degli attriti tra l'editore e il giornalista si vociferava da giorni. Secondo voci e indiscrezioni che si rincorrono nei palazzi della politica, a irritare Antonio Angelucci, editore di riferimento per l'area di destra, ex deputato di Forza Italia poi passato alla Lega con cui è stato eletto, sarebbe stato l'eccessivo schiacciamento della linea del quotidiano su certe posizioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, braccio destro di Giorgia Meloni.
ANTONIO ANGELUCCI - FOTO LAPRESSE
Sechi, cinquantotto anni, direttore de Il Tempo dal 2010 al 2013, dell'agenzia Agi dal 2019 al 2023 e poi capo dell'ufficio stampa di Palazzo Chigi per tre mesi e ventitré giorni, ha guidato il quotidiano fondato da Vittorio Feltri dal 2023 sino a ieri. Ora, dicono i bene informati, la nuova nomina potrebbe arrivare già nelle prossime ore. E secondo Il Foglio ci sarebbe l'intenzione di richiamare Alessandro Sallusti, direttore prima di Libero, poi del Giornale, che ha scritto con la premier il libro "La versione di Giorgia".
Angelucci, editore oltre che di Libero anche de Il Tempo e Il Giornale, completa in questo modo la rivoluzione dei direttori delle tre testate. Da dicembre dello scorso anno, infatti, sono cambiati tutti. E ancora. Oltre alle ragioni politiche che riguarderebbero il delicato equilibrio all'interno della coalizione di centrodestra tra Lega e Forza Italia, evidenti anche all'interno del microcosmo editoriale, alcune delle incomprensioni tra Angelucci e il suo ormai ex direttore sarebbero riconducibili ad alcuni articoli, sollecitati da ambienti vicini al senatore leghista, che Sechi si sarebbe rifiutato di pubblicare.
[…] Fonti vicine alla società editrice di Libero, però, invitano a non fare confusione e definiscono «improprio» unire i due episodi: la scorta e il licenziamento. All'Adnkronos sottolineano come le misure di tutela nei confronti di direttori di giornale ed esponenti dell'informazione «non siano un fatto eccezionale. E, in altri casi, risultino anche più estese e rilevanti». […]




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