MICHELE EMILIANO ANTONIO DECARO Alla fine dovremo dargli il reddito di cittadinanza. Almeno quello, Michele Emiliano se lo merita, se non altro per la tenacia con cui sta cercando un nuovo lavoro con l’ausilio del «navigator» Antonio Decaro ..........

 Estratto dell’articolo di Carlo Vulpio per il “Corriere della Sera”

 

MICHELE EMILIANO ANTONIO DECARO

Alla fine dovremo dargli il reddito di cittadinanza. Almeno quello, Michele Emiliano se lo merita, se non altro per la tenacia con cui sta cercando un nuovo lavoro con l’ausilio del «navigator» Antonio Decaro [...]

 

Per tre volte Decaro ha nominato Emiliano suo personale consulente giuridico a 130 mila euro l’anno e per tre volte il Consiglio superiore della magistratura ha bocciato il «distacco» del magistrato in aspettativa da vent’anni, dieci come sindaco di Bari e dieci come presidente della giunta regionale di Puglia [...]

 

MICHELE EMILIANO

Decaro non si è arreso e, come se avesse da onorare una cambiale con l’amico — «prestato» come lui alla politica da un quarto di secolo —, è anche andato a perorare la impopolare causa di Emiliano a palazzo dei Marescialli.

 

Non sappiamo ancora come andrà a finire, ma sembra che i sacerdoti del tempio stiano «lavorando» a una soluzione che possa dare un posticino a Emiliano, sempre con la stessa paga di 130 mila euro, in una commissione parlamentare d’inchiesta sul Lavoro (quando si dice l’ironia del Fato).

 

MICHELE EMILIANO - ELLY SCHLEIN

Altrimenti Emiliano, non si capisce se è una promessa o una minaccia, potrebbe tornare a fare il magistrato e chiedere di andare alla Direzione nazionale antimafia. Con quale credibilità, ognuno è in grado di capirlo da solo, perché un referendum passa, ma i problemi delle «porte girevoli» per i magistrati, si tratti di separazione delle carriere, dei distacchi ministeriali, delle cariche politiche, restano.

 

Emiliano li ha fatti deflagrare: vuole rimanere in magistratura, ma in aspettativa, e intanto vuole anche un contratto di collaborazione, con la Regione o il Parlamento, non fa difffferenza. In attesa del «posto fisso» che il Pd gli ha promesso in Senato l’anno prossimo.

 

MICHELE EMILIANO ANTONIO DECARO

Come nel calcio, gli Emiliano e i Decaro arrivano alla politica come «prestiti» e rimangono a titolo definitivo. Con i soldi pubblici, naturalmente.


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