Dopo la protesta del 24 aprile contro il sovrintendente Nicola Colabianchi, si accende lo scontro al Teatro La Fenice di Venezia dopo le dichiarazioni rilasciate dalla direttrice d’orchestra Beatrice Venezi al quotidiano argentino La Nación.......

 Estratto dell’articolo di Monica Rubino per www.repubblica.it

 

BEATRICE VENEZI

Dopo la protesta del 24 aprile contro il sovrintendente Nicola Colabianchi, si accende lo scontro al Teatro La Fenice di Venezia dopo le dichiarazioni rilasciate dalla direttrice d’orchestra Beatrice Venezi al quotidiano argentino La Nación.

 

[…] “Non vengo da una famiglia di musicisti. E questa è un’orchestra nella quale i posti si passano praticamente di padre in figlio. Io non appartengo a una famiglia di musicisti, sono donna, ho 36 anni, sono la prima donna direttrice della Fenice e voglio rinnovare”, ha dichiarato Venezi, sottolineando come, a suo avviso, il vero nodo sia la resistenza al cambiamento.

 

Secondo la direttrice, il timore della novità sarebbe radicato non solo all’interno dell’orchestra ma anche nel rapporto con il pubblico: “Hanno paura del cambiamento, del rinnovamento. È più facile continuare con gli stessi usi e costumi. Ma così un teatro muore”.

 

Parole che hanno provocato una durissima reazione da parte della RSU del teatro, che in una nota ufficiale ha espresso “profonda costernazione e amarezza” a nome di tutte le lavoratrici e i lavoratori della Fondazione.

 

BEATRICE VENEZI

Il sindacato contesta in particolare l’affermazione secondo cui i posti in orchestra si trasmetterebbero per via familiare, definendola “grave, falsa e offensiva”, perché lesiva della professionalità dei professori d’orchestra, descritti come “professionisti di altissimo livello selezionati esclusivamente attraverso concorsi pubblici internazionali basati sul talento e sul rigore procedurale”.

 

La RSU sottolinea come tali dichiarazioni rappresentino non solo una mancanza di rispetto verso i lavoratori, ma anche “un attacco diretto all’identità stessa della Fondazione”. […] “Alla luce di quanto accaduto – si legge ancora nella nota – sentiamo il dovere di evidenziare che la sua presenza sul nostro podio avverrebbe in un contesto di profonda tensione e sfiducia”.

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