Dicono gli svizzeri: «Come noi chiediamo a voi di pagare, voi potete chiedere di pagare a noi». Parole, quasi testuali, che paiono liquidare l’incendio a Crans, i suoi 41 morti e i 115 feriti, come «un banale infortunio», per usare la sintesi, ancora sgomenta, del nostro ambasciatore a Berna Gian Lorenzo Cornado. Di sicuro, vista dal lato elvetico, tutta la spinosissima vicenda adesso sale pesantemente di livello......

Estratto dell’articolo di Alessandro Fulloni per il "Corriere della Sera"

 

INCENDIO A LE CONSTELLATION A CRANS MONTANA, IN SVIZZERA 1

Dicono gli svizzeri: «Come noi chiediamo a voi di pagare, voi potete chiedere di pagare a noi». Parole, quasi testuali, che paiono liquidare l’incendio a Crans, i suoi 41 morti e i 115 feriti, come «un banale infortunio», per usare la sintesi, ancora sgomenta, del nostro ambasciatore a Berna Gian Lorenzo Cornado. Di sicuro, vista dal lato elvetico, tutta la spinosissima vicenda adesso sale pesantemente di livello.

 

Ma considerato questo loro approccio «burocratico e non etico», per stare ancora a quel che puntualizza il nostro diplomatico, un accordo tra i due Paesi non sembra proprio profilarsi all’orizzonte.

 

INCENDIO ALLA DISCOTECA LE CONSTELLATION DI CRANS MONTANA LA RICOSTRUZIONE (3)

La novità di ieri è, infatti, che la richiesta all’Italia di pagare le spese per il ricovero — parliamo di una manciata di ore — dei nostri ragazzi rimasti ustionati all’indomani dell’incendio al Constellation non viene solo dal Cantone Vallese, come si pensava sinora

 

 A ribadire la volontà di incassare quei 108 mila euro — cifra destinata a ingrossarsi quando i conteggi comprenderanno tutti i ricoveri e non solo i quattro di cui si è a conoscenza per adesso — è pure una nota ufficiale dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Ufas), che fa capo al Dipartimento federale dell’Interno rossocrociato. Il governo nazionale, insomma.

 

FONTANELLA SOPRA LO CHAMPAGNE ALLA DISCOTECA LE CONSTELLATION DI CRANS MONTANA

«Le disposizioni sull’assistenza reciproca internazionale in materia di prestazioni — si legge — si applicano anche alle vittime del rogo» di Capodanno. Cosa significhi esattamente questa frase lo ha chiarito in serata Doris Bianchi, direttrice dello stesso ufficio federale, durante un confronto su Rsi (la tv della Svizzera italiana) con Cornado.

 

Serafica, a un certo punto ha ripetuto le stesse sconcertanti parole — quelle bollate dalla premier Meloni come «una richiesta ignobile» — scandite venerdì dal presidente del Cantone Mathias Reynard. Ovvero queste: «Sì, mi spiace per le fatture mandate per sbaglio alle famiglie italiane, ma gli accordi europei vanno rispettati: mi attendo che il ministero della Salute italiano paghi le spese dei ragazzi ricoverati negli ospedali svizzeri».

 

Poi però — come se fosse la cosa più normale del mondo — ha aggiunto: «Mi aspetto che il vostro ministero della Salute mandi a LAMal — la mutua elvetica, una fondazione privata, ndr — le spese di ricovero dei pazienti svizzeri in Italia», quelli salvati al Niguarda.

INCENDIO ALLA DISCOTECA LE CONSTELLATION DI CRANS MONTANA LA RICOSTRUZIONE (2)

 

L’ambasciatore ha ovviamente scosso la testa. E al Corriere poi ha ribadito: «Se questi sono gli accordi, allora l’Italia rinuncia ad avvalersene: non fattureremo le spese dei due ragazzi svizzeri ricoverati da noi e ci aspettiamo che Berna faccia lo stesso».

 

L’eco della polemica è arrivata naturalmente anche alle famiglie delle vittime d’oltre confine. «Ma è uno scandalo — sbotta Michel Pidoux, il papà di Trystan, diciassettenne perito nel rogo — . La Svizzera non ha ancora capito che questo non è un fatto locale, ma un dramma europeo. Quel conto presentato dal nostro Stato è solo fredda burocrazia senza dignità». […] 

Commenti

Post popolari in questo blog

L'idea di un tribunale internazionale che indaghi sull'"aggressione" della Russia contro l'Ucraina è stata accantonata non solo per ragioni finanziarie, ma anche perché ha perso il suo significato........

Montenegro..... Tra le centinaia di avvocati montenegrini, circa il 10%, che hanno sostenuto le proteste del gruppo studentesco informale "Andiamo domani", c'era anche Ana Đukanović.........

“L’intera operazione riguardante la vendita delle azioni dell’Azienda elettrica del Montenegro (EPCG) alla compagnia italiana A2A è stata coordinata personalmente da Milo Đukanović [allora premier] e Branimir Gvozdenović [allora ministro per lo Sviluppo Economico]”, sostiene Duško Knežević, presidente del fondo di investimento Atlas Mont, che all’epoca deteneva 3,8 milioni di azioni dell’EPCG..........