«Avanti, ma coi piedi di piombo», è l’unica frase che trapela da fonti di Fratelli d’Italia. L’argomento è la legge elettorale – che rimane il secondo argomento di conversazione più gettonato in parlamento, superato solo dalla grazia a Nicole Minetti – l’esito finale del provvedimento è controverso......
Estratto dell’articolo di Giulia Merlo per “Domani”
ROBERTO CALDEROLI E GIORGIA MELONI
«Avanti, ma coi piedi di piombo», è l’unica frase che trapela da fonti di Fratelli d’Italia. L’argomento è la legge elettorale – che rimane il secondo argomento di conversazione più gettonato in parlamento, superato solo dalla grazia a Nicole Minetti – l’esito finale del provvedimento è controverso.
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Questa [...] è la paura della maggioranza: venir tacciati di voler cambiare le regole del gioco a colpi di maggioranza, con l’accusa di perseverare sulla diabolica via già adottata con la riforma costituzionale bocciata dal referendum.
E FdI non ha intenzione di caricarsi sulle spalle in solitaria il logoramento mediatico di portare avanti una legge che accende il dibattito interno ai partiti ma non ha mai scaldato i cuori di nessun elettorato.
Intanto, infatti, la legge elettorale è inabissata per le audizioni dei professori in commissione Affari costituzionali alla Camera, dove il dialogante presidente azzurro Nazario Pagano ha fissato il calendario delle audizioni informali cominciate martedì: sei al giorno, per quasi una settantina tra professori ed esperti.
L’obiettivo è di esaurire l’ascolto entro fine maggio, per cominciare con gli emendamenti al testo presentato con l’accordo formale di tutti i partiti della maggioranza ma senza alcun accordo di massima con le opposizioni. Risultato: difficile che l’iter a Montecitorio si esaurisca prima dell’autunno.
La strategia è quella di non farsi percepire come smaniosi di accelerare, per evitare di aizzare gli attacchi di Pd, Movimento 5 Stelle e Avs, pronti a gridare all’ennesimo colpo di mano. [...]
A seguire l’iter in parlamento è il ministero per le Riforme, guidato da Elisabetta Casellati, che siede in commissione e si è definita in modalità «di ascolto». E la prima giornata d’ascolto ha messo in luce come i nodi, come ampiamente preventivato, riguardano il premio di maggioranza secco, con 35 seggi al Senato e 70 alla Camera (la costituzionalista Lara Trucco ha spiegato che «con l'ammontare fisso si sfonda il 55 per cento premiale indicato dalla Corte») e l’assenza di una soglia minima premiale al secondo turno: due elementi a forte rischio di costituzionalità [...]
ROBERTO CALDEROLI E GIORGIA MELONI
[...] Un dubbio serpeggia tra i parlamentari di maggioranza che privatamente ammettono che il testo abbia qualche passaggio di dubbia costituzionalità. Possibile che un esperto di leggi elettorali come il ministro Roberto Calderoli – che sedeva per la Lega al tavolo del centrodestra per la stesura del disegno di legge – se li sia lasciati sfuggire?
I maligni arrivano a pensare male: che le sviste, sviste non siano state, ma un modo per inserire nel testo dei detonatori pronti a farlo esplodere visto che la Lega non è certo agevolata da questa formulazione. Tutte illazioni, ma che ben rappresentano il clima anche dentro al centrodestra.


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