"Ho rischiato di soffocare con la mia stessa saliva". È un Rafael Nadal inedito quello che si racconta nella docuserie in 4 episodi intitolata 'Rafa' che è stata presentata a Madrid e andrà in onda su Netflix a partire dal 29 maggio..........
Jacopo Manfredi per repubblica.it - Estratti
"Ho rischiato di soffocare con la mia stessa saliva". È un Rafael Nadal inedito quello che si racconta nella docuserie in 4 episodi intitolata 'Rafa' che è stata presentata a Madrid e andrà in onda su Netflix a partire dal 29 maggio. "Nel 2015 affrontai un problema strano fuori dal campo. Facevo fatica a deglutire e dovevo andare sempre in giro con una bottiglietta d'acqua. Capii di dovermi rivolgere a uno psichiatra che mi prescrisse dei farmaci che a poco a poco mi permisero di migliorare la situazione nel corso dei mesi seguenti".
Il documentario è un viaggio attraverso l'ultimo anno di carriera dello spagnolo con uno sguardo alle sue 20 stagioni di carriera, inframezzati da scorci sulla sua infanzia e adolescenza (..)
"Ho avuto problemi in diverse parti del corpo durante la mia carriera", racconta Nadal. "Credo però che molti di questi siano nati da un fastidio al piede avuto a 19 anni, nel 2005, che ho curato iniziando a giocare con una soletta ortopedica. Ho convissuto lunghi periodi con un dolore costante.
La chiave di volta è stata nel 2012. Fino a quel momento mi affidavo al medico del mio team per capire cosa dovevo assumere o meno. Poi ho deciso di curarmi da solo. Ho iniziato a stabilire io quando assumere gli antinfiammatori, quanti prenderne o quando non prenderli. Certo ora ne pago le conseguenze visto che ho due perforazioni intestinali ma se non lo avessi fatto avrei vinto 12 Slam in meno".
Nel documentario Nadal infine non nasconde l’amarezza con cui andò la vicenda della separazione dallo zio Toni nel 2017 dopo l’avvento di Carlos Moya come suo nuovo allenatore. "Avevamo deciso che il team avesse bisogno di una spinta in più e chiamammo Carlos. Era anche previsto che mio zio restasse. Invece dopo un po’ decise di farsi da parte. E la cosa che più mi ha amareggiato è averlo saputo dalla stampa. Non è stato piacevole. Ho parlato con lui dopo e ovviamente tutto si è risolto. Tra noi c’è un legame troppo forte viste le tante cose importanti che abbiamo vissuto insieme. È mio zio e gli voglio bene. Prima di tutto per il legame parentale e poi per tutto quello che ho realizzato grazie a lui".



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