Ha scatenato una bufera e non è la prima volta. Concita Borrelli è di nuovo sotto il fuoco incrociato delle polemiche. Giovedì sera a Porta a Porta ha detto: «Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi, dico una cosa terribile, forte, c’è lo stupro». E in studio è calato il gelo..........
Estratto dell’articolo di Alessandra Arachi per il “Corriere della Sera”
Ha scatenato una bufera e non è la prima volta. Concita Borrelli è di nuovo sotto il fuoco incrociato delle polemiche. Giovedì sera a Porta a Porta ha detto: «Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi, dico una cosa terribile, forte, c’è lo stupro». E in studio è calato il gelo.
[...] Fuori c’è ancora l’eco delle sue numerose «uscite», chissà se dette in cerca di visibilità: da quelle sui gay fino a quella su Gino e Elena Cecchettin, padre e sorella della povera Giulia uccisa dall’ex fidanzato.
Adesso dopo il clamore delle frasi sullo stupro, prova a spiegare: «Ho sbagliato, mi scuso. Sinceramente e con tutti. Il pubblico, Bruno Vespa, il direttore Paolo Corsini». Adesso prova ad argomentare: «Non è da discutere l’orrore dello stupro, io volevo soltanto esprimere un concetto di psicanalisi. Un concetto complesso da esprimere in televisione, ho sbagliato».
TWEET DI CONCITA BORRELLI SUL VOLTO DI GIORGIA MELONI
Il concetto decisamente non è piaciuto. Bruno Vespa ha detto che si scuserà personalmente con il pubblico. Il direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini ha chiesto verifiche alla redazione.
Una bufera che si è scatenata mentre è ancora fresco l’episodio «sul radar» per riconoscere i gay. Era settembre scorso, era una puntata di Uno mattina in famiglia . Un dibattito in studio con Alessandro Cecchi Paone e Ingrid Muccitelli a condurre. Si parlava di un parrucchiere abruzzese che in un annuncio cercava solamente lavoranti gay e la domanda della conduttrice è sorta spontanea: «Come si riconosce un gay?».
E lei, subito: «E si riconosce, dai, usciamo da tutte le ipocrisie. Io ho i radar...». Più che uscire dalle ipocrisie quella volta sono usciti un po’ tutti dai gangheri. [...]
ROCCO SIFFREDI SCATENA IL PANICO A PORTA A PORTA
Estratto dell’articolo di Francesco Bei per “la Repubblica”
CONCITA BORRELLI GUARDA ROCCO SIFFREDI CON DISAPPROVAZIONE
[...] Però, a dire il vero, non è che ci si può stupire oggi delle opinioni della nobile acquisita. C'è pure un precedente, quando ne sparò un'altra memorabile sugli omosessuali, dando fondo al repertorio dei luoghi comuni. Tanto che oggi Roberto Natale, consigliere di amministrazione Rai, proprio ricordando quel precedente dello scorso settembre, sostiene che «il servizio pubblico non può offrire il palcoscenico a chi cerca di guadagnarsi la notorietà con parole offensive e sconsiderate».
Cos'era accaduto? Si parlava a Unomattina di un parrucchiere gay e, alla domanda, su come facesse a riconoscere un omosessuale, Borrelli regalava al pubblico di casa un'altra delle sue perle: «E si riconosce, dai... Usciamo da tutte le ipocrisie. Io ho i radar...». Ecco, magari qualche ipocrisia in più non guasterebbe, ma non la si può pretendere da una come la scrittrice-giornalista-criminologa.
GLI SPOSI FULCO RUFFO DI CALABRIA E CONCITA BORRELLI FOTO DI BACCO (1)
Lei dice le cose come stanno, non come quelli che arrotano la erre sotto l'ombrellone di Capalbio. È schietta, soprattutto quando c'è di mezzo la sua beniamina Giorgia Meloni.
Basta scorrere i suoi social per trovare innumerevoli atti d'amore. Una volta, stava guardando Meloni in tv e sparò su X la sua ammirazione: «Il primo piano in tv del nostro premier Meloni è Number One! Inquadrata dalle telecamere di Cinque Minuti il suo volto faceva a gara con quello di giovani attrici. Incarnato chiaro, occhi bellissimi, elegante colore di capelli, labbra rosee. Dirlo non è piaggeria!».
In un'altra occasione, la prima alla Scala di Meloni, quasi si commuove: «Altro che modesta Cenerentola! Era proprio felice con quella faccia birichina! La settima donna più potente al mondo ancora in grado di entusiasmarsi per la sua prima volta a una Prima della Scala. Non siamo più abituati». Anche l'economia non sfugge al severo scrutinio dell'opinionista tv: «Lo spread ha chiuso a 85,6 punti, cifra che non si leggeva dall'agosto 2009. Plaudo a Giorgia Meloni. Si può dire o è leccaculismo?». Come diceva Marzullo, fatti la domanda e datti la risposta.
Ma se Borrelli è così dolce con la premier, diventa spietata con quelli che non le vanno a genio.
BRUNO VESPA CONCITA BORRELLI FOTO DI BACCO
Come il povero Gino Cecchettin, colpevole di parlare in tv contro una certa idea di possesso delle donne: «L'esposizione mediatica di Gino Cecchettin non mi sta piacendo. punto». E quando Elena Cecchettin scrive la sua celebre "sentenza" sull'omicidio della sorella («i "mostri" non sono malati, sono figli sani del patriarcato»), Borrelli la manganella senza pietà: «Non accetto pulpiti, lezioni e attacchi a un presunto patriarcato».
E ancora: «Il colpevole è e rimane Filippo Turetta. Non esiste il patriarcato. Non esiste oggi una cultura fascista che semina morti». Che siano Corrado Formigli, Rula Jebreal o Cecila Sala, lei non perdona: nessuno si può permettere di criticare Meloni. Per la verità Cecilia Sala non l'aveva nemmeno criticata, semplicemente aveva atteso troppo prima di ringraziarla dopo la liberazione dal carcere iraniano. «Vergognosa l'assenza di un grazie. Snob, radical? No, solo gran maleducata».

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