Sulla scrivania del direttore dell’Interpol Uruguay c’è una richiesta della procura generale di Milano perché verifichi quanto raccontato al Fatto Quotidiano dalla testimone, Graciela Mabel de los Santos Torres, in merito alla grazia concessa a Nicole Minetti, condannata a tre anni e undici mesi per peculato e induzione alla prostituzione........
GRACIELA DE LOS SANTOS INTERVISTATA A SIN PIEDAD - TV URUGUAIANA
Estratto dell’articolo di Enrica Riera e Nello Trocchia per “Domani”
Sulla scrivania del direttore dell’Interpol Uruguay c’è una richiesta della procura generale di Milano perché verifichi quanto raccontato al Fatto Quotidiano dalla testimone, Graciela Mabel de los Santos Torres, in merito alla grazia concessa a Nicole Minetti, condannata a tre anni e undici mesi per peculato e induzione alla prostituzione.
Un racconto che potrebbe far decadere i presupposti della clemenza perché mai sarebbe cambiato lo stile di vita, ispirato a condotte illecite, dell’ex consigliera regionale della Lombardia.
Ma quella ricostruzione, secondo i legali di Minetti, sarebbe piena di buchi e bugie. Gli avvocati Antonella Calcaterra ed Emanuele Fisicaro hanno depositato messaggi, contratti, documenti per smontare ogni accusa, documentazione ora al vaglio dei magistrati Francesca Nanni e Gaetano Brusa. Documentazione di cui Domani è in possesso.
La testimone, che ha 51 anni, ha raccontato le ragioni che l’hanno spinta a interrompere un anno fa il rapporto di lavoro con Giuseppe Cipriani, influente e ricco imprenditore con una tenuta in Uruguay: «Una sera Nicole mi accompagnò nella camera di Giuseppe per fargli un massaggio. Lei entrò in bagno a fare la doccia e lui, appena rimasti soli, iniziò a chiedermi cose che io non avrei mai fatto: voleva sesso orale e che andassi a letto con lui. Mi rifiutai e da quel momento cambiarono atteggiamento nei miei confronti. Fu lì che iniziarono i problemi», ha raccontato al Fatto la donna che nella tenuta di Cipriani ha lavorato come massaggiatrice e domestica.
NICOLE MINETTI - VIGNETTA BY MANNELLI PER IL FATTO QUOTIDIANO
«Potevo solo contestare stipendi e contributi non pagati: alla fine mi offrirono poche migliaia di dollari (6000, ndr). Li accettai perché volevo solo andarmene il prima possibile da quell’ambiente tossico».
Dai documenti risulta che Torres ha smesso di lavorare alla finca il 28 marzo 2025. Ora gli avvocati della coppia in una relazione alla procura generale allegano un messaggio che la massaggiatrice invia il 2 maggio 2025 alla responsabile delle risorse umane del gruppo Cipriani.
«Ciao, buongiorno» si legge «Volevo sapere se avete ancora bisogno di personale per la barca (ovviamente magari non come massaggiatrice). Ho davvero bisogno di lavorare e mi adatto a quello che serve. Ti sarei grata se potessi tenermi in considerazione, per favore». Gli avvocati di Cipriani si domandano come mai Torres volesse tornare a lavorare lì dove le molestie si sarebbero consumate.
Il messaggio, intanto, resta senza risposta così pochi giorni dopo la signora Torres insiste: «Ciao, buongiorno. È successo qualcosa? Non ho ricevuto risposta da parte tua, va tutto bene? Un bacio». La conversazione prosegue e la testimone parla della necessità di lavorare per comprare un terreno «en El Chuy». Ora i magistrati e gli inquirenti dovranno verificare la veridicità del contenuto delle dichiarazioni e dei messaggi consegnati alla pg.
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C’è un altro punto al centro della contesa legale tra Cipriani (che nega ogni molestia) e Torres: è relativo alla durata del rapporto di lavoro della massaggiatrice. Il Fatto Quotidiano aveva dato conto che Torres avesse lavorato per «vent’anni» alla corte di Cipriani, prima in un hotel e poi a far massaggi nel ranch Gin Tonic.
«Sono rientrata in Uruguay da New York nel 2003, quando avevo 23 anni. In quel periodo ho iniziato a lavorare per lui, ancora prima dell’apertura ufficiale del primo hotel a Punta del Este. Facevo massaggi anche a casa sua. All’inizio era un ambiente diverso: feste, modelle, gente ricca. Poi, col tempo, tutto è diventato altro. Non era più solo jet set internazionale», ha raccontato.
Secondo l’accordo transattivo firmato l’8 agosto 2025 da Cipriani e Torres, però, la domestica-massaggiatrice ha lavorato solo dal 20 maggio 2024 al 28 marzo 2025. Periodo a cui, secondo gli avvocati si possono aggiungere solo altri otto mesi lavorati da Torres nel lontano 2003, nell’albergo di Cipriani, il Mantra. In pratica per 21 anni, dal 2003 al 2024, Torres non avrebbe mai lavorato ufficialmente per Cipriani.
Non solo. Nei 10 mesi certificati, Torres ha svolto attività nella finca solo per effettivi 120 giorni circa. In questo lasso di tempo, poi, Minetti sarebbe stata al Gin Tonic per poco più di un mese: lo dimostrerebbero – dicono i suoi legali – i visti sul passaporto dell’ex show girl depositato in procura.
La sovrapposizione “in presenza” delle due donne sarebbe dunque di un mesetto, soprattutto nel periodo del Natale del ’24. Quando, sempre nella relazione depositata, si spiega che nella villa erano presenti per le vacanze famiglie di amici e parenti, «e una decina di bambini».
LA LADRA DI BAMBINI MEME SU NICOLE MINETTI BY EMILIANO CARLI
[…] Ora gli inquirenti, che non ritengono necessario sentire con rogatoria la massaggiatrice non essendo finora emersi riscontri sui presunti festini, devono raccogliere ogni elemento per comprendere davvero dove sta la verità: Minetti ha davvero cambiato vita oppure ha continuato a gestire escort, perfino minorenni? In questo caso non solo andrebbe revocata la grazia, ma quanto prima aperta un’indagine internazionale per i gravissimi reati ipotizzati.
In caso contrario ci troveremmo di fronte a una vicenda surreale con Quirinale, procura generale e Interpol a caccia di fantasmi da un mese. Se le molestie, fatti gravissimi se dimostrati, sono l’ultima grande questione da chiarire, quella relativa all’adozione sembra invece definitivamente chiusa.
Del resto, ribadisce ancora oggi la procura generale di Milano, tutti gli esiti delle indagini finora svolte sono negativi: nessuna anomalia, nessuna criticità. […]



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