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Montenegro...... Il vice primo ministro per la magistratura, Momo Koprivica, ha presentato una serie di affermazioni nel programma Controversia su RTV Podgorica che, se confermate a livello istituzionale e internazionale, potrebbero aprire uno dei capitoli più oscuri del Montenegro in transizione: il caso "Možura".........

 

Il vice primo ministro per la magistratura, Momo Koprivica, ha presentato una serie di affermazioni nel programma Controversia su RTV Podgorica che, se confermate a livello istituzionale e internazionale, potrebbero aprire uno dei capitoli più oscuri del Montenegro in transizione: il caso "Možura", che da anni oscilla tra corruzione internazionale, accordi politici e gravi implicazioni per la sicurezza.

Koprivica sostiene che l'indagine in corso a Malta dimostrerebbe che la persona che ha ordinato l'omicidio della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia sarebbe anche responsabile del piazzamento di bombe contro gli agenti di polizia che indagavano sulla corruzione legata al progetto del parco eolico di Možura in Montenegro.

Se queste affermazioni venissero confermate attraverso procedimenti giudiziari internazionali, il caso Možura non sarebbe più solo una questione di privatizzazione contestata o di transazioni illecite.

Il caso Možura si configura come il frutto di una rete criminale internazionale i cui tentacoli, secondo Koprivica, si estendevano da Malta e dall'Azerbaigian fino al Montenegro stesso.

Možura: un progetto energetico o un progetto di accordi politici?

Per anni, il caso Možura è stato presentato come un progetto di investimento nel settore delle energie rinnovabili, ma le indagini internazionali stanno sollevando sempre più dubbi sulla possibile presenza, dietro l'intera operazione, di un sistema parallelo di flussi finanziari, contratti di consulenza e transazioni offshore, del tutto estranei alle attività commerciali legittime.

Koprivica afferma che esistono "fatti chiari e inequivocabili" che dimostrano come la società spagnola Fersa abbia esercitato un'influenza illecita per ottenere risorse e diritti esclusivi in ​​Montenegro.

Un dettaglio particolarmente interessante riguarda la testimonianza di Kevin Chirkop, ex membro del management di Enemalta, il quale, secondo Koprivica, avrebbe ammesso che il progetto Možura era stato presentato come una "questione politica", ovvero come il risultato di accordi e decisioni politiche.

Se ciò fosse vero, si aprirebbe un interrogativo ben più ampio: se lo Stato fosse guidato dagli interessi economici dei cittadini o dagli accordi politici e finanziari di una ristretta cerchia di persone.

Tracce di denaro e rete internazionale

Particolarmente rilevante per l'intera vicenda è l'ipotesi di transazioni finanziarie internazionali che coinvolgono la società "Socar" dell'Azerbaigian, società offshore delle Seychelles e la società "17 Black", dietro la quale, secondo le indagini internazionali, si celava l'imprenditore maltese Yorgen Fenech.

Fu proprio Fenech a essere identificato come il finanziatore e mandante dell'omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, che stava indagando sulla corruzione e sui legami tra politica, settore energetico e flussi finanziari internazionali.

Koprivica sostiene inoltre che gli agenti di polizia che indagavano sulla corruzione legata a Možura siano stati bersaglio di attentati, il che conferisce all'intera vicenda una dimensione quasi mafiosa.

Se tali affermazioni venissero confermate, non si tratterebbe più solo di corruzione.

Si parla di un sistema che, secondo queste affermazioni, era disposto a ricorrere a metodi estremi per proteggere gli interessi finanziari e occultare il flusso di denaro.

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