E chi se non Gianni Letta, novantuno anni portati divinamente, l’eleganza di un lungo tempo trascorso a tessere la tela del potere berlusconiano, poteva assumersi il compito di riannodare i fili degli interessi comuni con i democratici?........

 Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “La Stampa”

 

GIANNI LETTA - MARINA BERLUSCONI

L’operazione si sta delineando, e indiscrezione dopo indiscrezione sta assumendo una forma precisa. Con una data ideale, che è anche l’obiettivo: l’elezione del prossimo presidente della Repubblica, a inizio 2029.

 

Mancano meno di tre anni, ma non è prematuro parlarne. Tutt’altro: è adesso che vanno piantate le radici. Ed è per questo che si stanno intensificando i contatti tra gli uomini che rispondono a Marina Berlusconi e il Partito democratico.

 

E chi se non Gianni Letta, novantuno anni portati divinamente, l’eleganza di un lungo tempo trascorso a tessere la tela del potere berlusconiano, poteva assumersi il compito di riannodare i fili degli interessi comuni con i democratici?

 

ELLY SCHLEIN

I contatti ci sono stati e ci sono, riferiscono fonti del Pd e di Forza Italia, con Dario Franceschini, con Francesco Boccia, capogruppo in Senato, e referente vicino alla segretaria Elly Schlein, e con Pierferdinando Casini.

 

L’ex presidente della Camera è il nome sul quale si soffermano gli scenari quirinalizi. Le sue chance di diventare il candidato numero uno per il Colle possono crescere. A Marina, proprietaria di fatto di FI, non dispiace, e ha il sostegno dei riformisti del Pd e di Matteo Renzi.

 

PIERFERDINANDO CASINI E MATTEO RENZI - FOTO LAPRESSE

La convergenza tra la […]  primogenita del fondatore di Forza Italia Silvio Berlusconi, e i democratici nasce dalla necessità di garantire all’Italia che il successore di Sergio Mattarella non sia la diretta espressione della destra meloniana. Ma ci sarà modo e tempo per ragionare di nomi. Ora è il momento di pensare […] a come arrivare al voto, tra un anno. Ed è attorno a questa necessità che si fa strada l’ipotesi - di cui Gianni Letta ha il mandato di verificare la fattibilità - di un incontro tra Marina Berlusconi e Schlein.

 

La fretta di Giorgia Meloni sulla legge elettorale, la sua voglia di chiudere entro l’estate almeno la prima lettura alla Camera, rende ancora più urgenti i colloqui tra gli emissari della presidente di Fininvest ed esponenti del Pd impegnati a evitare che la premier stravolga le regole del voto per assicurarsi una maggioranza in Parlamento sufficiente a decidere chi mandare al Colle.

 

GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

Al vertice voluto ieri a Palazzo Chigi da Meloni, nella delegazione di Forza Italia assieme al segretario Antonio Tajani, era presente anche Stefano Benigni, una delle leve più giovani su cui puntano i fratelli Berlusconi (anche il secondogenito Pier Silvio, amministratore delegato Mediaset) per la svolta liberale del partito.

 

La ricostruzione filtrata al termine del confronto contiene l’invito alle opposizioni a sedersi al tavolo della riforma in nome «dell’obiettivo comune della stabilità».

 

GIANNI LETTA E MARINA BERLUSCONI INAUGURAZIONE MONDADORI ROMA FOTO LAPRESSE

Un modo per sondare se invece – è il pensiero di Meloni – gli avversari del campo largo «preferiscano sistemi che, non garantendo un risultato chiaro, consentono di governare anche a chi non ha il consenso della maggioranza dei cittadini». Indirettamente è un messaggio che la premier manda anche a Marina Berlusconi, come chiunque era seduto in quella sala ha capito all’istante.

 

 

La manager ha dato mandato di frenare sul modello proposto da Fratelli d’Italia. Troppo alto il premio di maggioranza, troppo sbilanciato il risultato, nella coalizione, a favore di Meloni.  Meglio, secondo Marina Berlusconi, ricalibrare la legge in senso proporzionale.

 

BERLUSCONI INCONTRA RENZI, PATTO NAZARENO DEL 2014

È un terreno su cui si è naturalmente ritrovata con chi nel Pd spinge per una soluzione che dia più libertà di giocarsela ai singoli partiti, valorizzando la propria identità durante la campagna elettorale.

 

Il risultato finale di questi algoritmi è una scommessa politica: la possibilità di una non-vittoria, un pareggio, che scardini i poli e consenta maggioranze alternative. Per un governo che abbia una durata minima di due anni e abbia in cima al programma come primo punto il prossimo presidente della Repubblica.

 

LORENZO GUERINI FOTO LAPRESSE

Per Gianni Letta è materia nota, un’esperienza già vissuta ai tempi di Silvio Berlusconi. Era al suo fianco quando, nel gennaio 2014, fu siglato il Patto di Nazareno con l’allora premier e leader del Pd Matteo Renzi. […] 

 

La storia si potrebbe ripetere dodici anni dopo. Ad accompagnare Renzi, al tempo, c’era Lorenzo Guerini. Oggi è tra i leader della corrente dei riformisti del Pd, quella che non fa mistero che si troverebbe tranquillamente a proprio agio in un’alleanza allargata a Forza Italia. Un governo europeista, atlantista ma assolutamente non trumpiano e sovranista, dove - numeri alla mano - sarebbe però ancora difficile rinunciare alle percentuali garantite dal M5S.

 

Sembra fantascienza, ma qualcuno ricorda che ai tempi del Covid anche con l’ allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte Marina Berlusconi aveva ottimi rapporti. E questo, nel business come in politica, è un ingrediente fondamentale.

Commenti

Post popolari in questo blog

Quando a febbraio scorso la pratica con la domanda di grazia in favore di Nicole Minetti è arrivata al Quirinale, il presidente della Repubblica e i suoi consiglieri erano ben consapevoli che l’eventuale firma avrebbe potuto avere un peso politico notevole......

L'idea di un tribunale internazionale che indaghi sull'"aggressione" della Russia contro l'Ucraina è stata accantonata non solo per ragioni finanziarie, ma anche perché ha perso il suo significato........

Uno squillo. Breve. «Sei libera?». No. Un altro squillo. «Duecento euro, mezz’ora. Trecento, un’ora». Il terzo: «Ti posso provare?». In un solo mattino, 158 messaggi whatsapp. Notai, primari, immobiliaristi — tempo poco, aspettative alte.....