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Montenegro.... MILIONI IN CONTANTI PER LA CAUZIONE: Come mai il denaro di Aco Đukanović non è stato confiscato durante la perquisizione e chi ha commesso l'errore nel sistema?........

 


Foto di Aco Đukanović: RTNK

L'offerta di una cauzione di 1.000.000 di euro in contanti nel caso di Aco Đukanović ha sollevato una questione che va ben oltre il procedimento giudiziario stesso: il funzionamento del sistema e l'applicazione della legge nella pratica.

Perché, se ci si attiene a norme chiare, il dilemma non sussiste quasi.

Secondo il Codice di Procedura Penale del Montenegro, gli oggetti sospettati di provenire da un reato o che possono essere utilizzati come prove devono essere temporaneamente confiscati. Una somma di denaro di tale entità, nel contesto di un procedimento penale, difficilmente può essere considerata un "oggetto neutro".

Due possibilità, entrambe problematiche

Se il milione di euro offerto come cauzione era in possesso di Aco Đukanović al momento della perquisizione di fine febbraio, sorge spontanea una domanda: perché questo denaro non è stato trovato e temporaneamente sequestrato?

In tal caso, il dilemma si articola in due direzioni:

• o il denaro non era registrato e non era disponibile al momento della perquisizione,
• o esisteva, ma non è stato oggetto di sequestro temporaneo.

Entrambi gli scenari sollevano seri interrogativi sulle modalità di attuazione delle azioni da parte delle autorità competenti.

D'altra parte, se il denaro non era suo, ma era stato fornito da terzi, la questione si complica ulteriormente:

• Chi ha fornito il milione di euro in contanti?

• Su quali basi e da quale fonte?

• È stata verificata la provenienza di tale denaro?

Obblighi delle istituzioni

Il quadro giuridico è chiaro. Gli articoli della Legge sulla procedura penale prevedono che i beni utilizzabili come prove debbano essere temporaneamente sequestrati, proprio per impedirne l'eventuale rimozione o l'uso improprio.

In questo contesto, una somma di denaro contante di tale valore, in una situazione in cui è oggetto di procedimento penale, non può essere esclusa dall'indagine.

Inoltre, si pone la questione della possibile applicazione delle disposizioni del Codice Penale relative a:

• l'origine del denaro,
• un possibile riciclaggio di denaro,
• o il favoreggiamento del reo dopo la commissione del reato.

Il sistema ha reagito?

La domanda chiave che sorge spontanea è: è stata avviata una verifica dettagliata dell'origine di questo denaro e di tutte le persone che hanno partecipato a tale processo?
In caso contrario, sorge la domanda sul perché.
In caso affermativo, il pubblico si aspetta risposte chiare e trasparenti.
Perché in questi casi non è sufficiente avviare la procedura: è necessario dimostrare che il sistema funziona senza eccezioni.
Errore o problema di sistema?

In definitiva, il dilemma si riduce a una domanda essenziale:
si è trattato di un errore da parte delle autorità competenti o di un problema sistemico più profondo nell'applicazione della legge?

Perché se denaro di questo tipo e valore non viene sottoposto a un controllo istituzionale completo, allora la questione del singolo caso non si pone.
La domanda che sorge spontanea è: lo Stato ha la capacità di monitorare i flussi di denaro e di far rispettare la legge in modo equo per tutti?

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