Chi si era illuso che Trump avesse compreso l’errore di attaccare Leone, inviando Marco Rubio in Vaticano per ricucire i rapporti, ha dovuto ricredersi prima ancora che il segretario di Stato decollasse per Roma.......

 Paolo Mastrolilli per repubblica.it

 

Chi si era illuso che Trump avesse compreso l’errore di attaccare Leone, inviando Marco Rubio in Vaticano per ricucire i rapporti, ha dovuto ricredersi prima ancora che il segretario di Stato decollasse per Roma.

 

Ieri il presidente Usa è tornato a criticare il Pontefice, rimproverandogli di aprire la porta all’atomica iraniana. Così ha chiarito che la missione di Rubio non sarà quella di scusarsi, e neppure ristabilire decenti relazioni neutrali, ma piuttosto ribadire i motivi del risentimento del capo della Casa Bianca.

 

PAPA LEONE XIV RISPONDE A DONALD TRUMP

Una potenziale rotta di collisione, perché non tiene conto del fatto che neppure l’intelligence americana dava Teheran a un passo dall’arma nucleare, accusa Leone di posizioni favorevoli alla Repubblica islamica mai espresse, ignora il ruolo principalmente pastorale del vicario di Cristo e quindi il suo obbligo evangelico non negoziabile di promuovere la pace, e sul piano politico rifiuta qualsiasi soluzione alla crisi che non passi attraverso la guerra, nonostante l’amministrazione Obama avesse firmato un accordo con gli ayatollah che già includeva molte delle sue richieste oggi diventate una chimera.

 

DONALD TRUMP MARCO RUBIO

Gli analisti si aspettavano quanto meno il silenzio, se non una tregua, in vista della missione di Rubio che sarà in Vaticano domani. (…)

 

(…)

Leone però ritiene che l’obiettivo di impedire a Teheran di avere la bomba si possa raggiungere senza la guerra, e Trump la prende come un’offesa personale, a cui ha aggiunto insulti del tipo che Prevost non sarebbe mai diventato Papa senza di lui, espellendo quindi lo Spirito Santo dalla Cappella Sistina.

 

Nel pomeriggio Rubio ha incontrato i giornalisti, dicendo che «l’Operazione Epic Fury è finita. Quella in corso, Project Freedom, è un’azione difensiva per rispondere al blocco illegale di Hormuz da parte dell’Iran, ma la diplomazia resta aperta». Questo ripeterà in Vaticano, e alla domanda se vada per ricucire i rapporti dopo gli insulti di Trump, ha risposto: «No, la visita fa parte delle nostre normali relazioni.

 

PAPA LEONE XIV IN GUINEA EQUATORIALE 1

Abbiamo molti temi da discutere, come Africa, Cuba, libertà religiosa». Il presidente ha accusato Leone di mettere a rischio i cattolici dando l’atomica all’Iran, ma «non intendeva questo. Voleva dire che non capisce come si possa accettare che Teheran abbia l’arma nucleare, con cui potrebbe colpire molti luoghi dove vivono i cattolici». Sono i punti di partenza per chiudere la crisi.

 

 


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