Giancarlo Giorgetti ha portato al tavolo dell'Eurogruppo la proposta per una terza via: estendere il campo d'applicazione della clausola di salvaguardia per le spese militari, allargandolo anche alle misure per affrontare la crisi energetica.......

 Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per “la Stampa”

 

GIANCARLO GIORGETTI ALLA CAMERA - FOTO LAPRESSE

Rassegnato al fatto che la strada per l'attivazione della clausola di salvaguardia generale che sospende il Patto di Stabilità è totalmente sbarrata e consapevole che l'ipotesi di ottenere una clausola nazionale ad hoc per le spese energetiche è nettamente in salita, Giancarlo Giorgetti ha portato al tavolo dell'Eurogruppo la proposta per una terza via: estendere il campo d'applicazione della clausola di salvaguardia per le spese militari, allargandolo anche alle misure per affrontare la crisi energetica.

 

Ma si è subito scontrato contro il muro della Commissione e degli altri governi. «Diversi Stati membri hanno espresso opinioni differenti – ha ammesso al termine dell'incontro il commissario Valdis Dombrovskis –. Per il momento il nostro consiglio è di attenersi a misure temporanee e mirate e di utilizzare le flessibilità già esistenti all'interno del Patto di Stabilità, tornando poi verso una posizione in linea con gli obiettivi concordati».

 

PATTO DI STABILITA - UNIONE EUROPEA

Giorgetti aveva iniziato il suo intervento ribadendo ancora una volta la necessità di una sospensione generale del Patto […], ma prendendo atto delle difficoltà politiche: «Se non si raggiungesse il consenso necessario per questa soluzione, un'attivazione coordinata delle clausole di salvaguardia nazionali rappresenterebbe la migliore alternativa».

 

Il problema è che non c'è consenso nemmeno per questa seconda ipotesi, per questo il ministro ha giocato una nuova carta: «Un'altra opzione sarebbe quella di estendere l'applicazione della clausola di salvaguardia nazionale ai fini della Difesa alla crisi iraniana per quanto riguarda le conseguenze negative sul settore energetico».

 

VALDIS DOMBROVSKIS E GIORGIA MELONI A PALAZZO CHIGI

In sostanza, il governo italiano ha chiesto a Bruxelles di non creare uno strumento nuovo, ma di inserire le spese per la crisi energetica tra quelle che possono essere scontate sotto il cappello della clausola per la Difesa. […]

 

Per le spese militari si possono ottenere margini di flessibilità fino all'1,5% del Pil l'anno per i prossimi tre anni. Teoricamente, la soluzione metterebbe a disposizione dell'Italia quasi 100 miliardi di extra-deficit da qui al 2028 che potrebbero essere scorporati, anche se le cifre reali sono ovviamente più contenute: il Tesoro aveva previsto di stanziare 3,5 miliardi di spese militari aggiuntive quest'anno, altrettanti il prossimo e 5 miliardi nel 2028 in caso di attivazione della clausola, che ancora non è stata richiesta.

 

GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE

Le proposte di Giorgetti nascono da un'esigenza ben precisa: l'attivazione coordinata della clausola nazionale per l'energia o l'estensione di quella per la Difesa alla crisi attuale permetterebbero all'Italia di non agire da sola, ma di farlo in coordinamento con gli altri Paesi per mettersi così al riparo da eventuali ripercussioni dei mercati.

 

[…]  Ma il rifiuto è stato piuttosto netto. «Non può essere che ogni volta che c'è uno shock la risposta sia chiedere più debito e più flessibilità» ha avvertito il ministro olandese Eelco Heinen. «I livelli di debito sono già elevati – ha aggiunto – e fare ancora più debito non è la soluzione». Anche il collega belga, Vincent Van Peteghem, ha sottolineato la necessità di misure «limitate nel tempo e progettate in modo da non avere un impatto sui bilanci pubblici».

 

«Tutta l'Europa sta facendo vedere il peggio di sé nei tempi di reazione verso il mondo» si è sfogato Emanuele Orsini, presidente di Confindustria. [...]

 

VALDIS DOMBROVSKIS

Giorgetti è poi tornato alla carica sulla tassa sugli extraprofitti per le società energetiche da introdurre «a livello Ue». Ma – come ha ammesso il suo collega tedesco, Lars Klingbeil, che sostiene l'iniziativa – «al momento non c'è una maggioranza a favore». [...]

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