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Truffa delle finte multe: ecco come difendersi e come operano i ladri.....

 

Tornate alla macchina e trovate sul parabrezza un foglietto. Non il solito burocratico del vostro comune ma un preavviso di multa che sembra vero: targa esatta, protocollo che suona plausibile («AP2600…»), sconto del 30% se pagate subito. In fondo, in grassetto disperato: «DOVE PAGARE ?». E un link: tinyurl.com/MulteRoma2.

Sembra tutto vero ma non lo è. A partire dalla carta, un po’ più spessa del solito, perché i truffatori usano una stampante portatile comprata su Amazon per 33 euro (come quella che vedete nella foto qui sotto). Stampano, infilano sotto il tergicristallo, e aspettano che il terrore faccia il resto.

Il formato è quasi perfetto, copia i preavvisi lasciati dagli ausiliari del traffico. Ma solo quasi. Perché i comuni non usano mai tinyurl, bit.ly, goo.gl o altre scorciatoie del demonio. I canali ufficiali sono chiari, trasparenti nel caso della multa che riproduciamo sostanzialmente tre:

  1. www.comune.roma.it – Servizio Roma Multe o Casa Digitale del Cittadino (mypa)
  2. atac.roma.it/utility/pago-multe (ma solo per le multe ATAC sui biglietti, non per le strisce blu: quelle sono solo del Comune)
  3. pagopa.gov.it, SPID, CIE.

Il fenomeno

Non esistono stime ufficiali precise e aggregate a livello nazionale sul numero di multe false (o “preavvisi di contravvenzione” contraffatti) prodotte e distribuite ogni anno in Italia, né per la versione cartacea lasciata sul parabrezza né per quella digitale (email/SMS con link o QR code). Il fenomeno è sottostimato perché molte persone buttano via il foglietto senza denunciarlo. Le segnalazioni sono spesso locali e gestite dai Comuni o dalle Polizie Municipali, non sempre riversate in statistiche nazionali.

Esempi recenti parlano di decine di segnalazioni in pochi giorni a Firenze (Codacons e Comune), un uomo sorpreso con 142 verbali falsi pronti da distribuire (denunciato per tentata truffa), simili picchi a Pisa e Catania nello stesso periodo.

Truffe in crescita

In ogni caso nel 2023 il CERT-AgID (Computer Emergency Response Team dell'Agenzia per l'Italia Digitale, la struttura dedicata a prevenire e gestire i rischi informatici per le Pubbliche Amministrazioni) ha registrato oltre 6.800 tentativi di finti verbali via email solo in Italia. E nel 2025 il fenomeno è descritto come “in forte aumento” da Polizia Postale, CERT e associazioni consumatori, ma non ci sono numeri aggiornati separati.

Queste truffe rientrano nelle 27.085 procedimenti di cybercrime economico-finanziario trattati dalla Polizia Postale nel 2025 (con oltre 269 milioni di euro sottratti in totale, ma la quota “multe false” è una frazione minima).

Cosa fare

I comuni lo ripetono da anni, in neretto, sul loro sito: «Non inviamo mai link per pagamenti, non chiediamo versamenti via email. È truffa». E specificano: le sanzioni per sosta tariffata non le gestiamo noi. Punto. Il foglietto falso ha piccoli dettagli che lo tradiscono: errori di battitura («nominatigs», «ha commesso ss» ripetuto male), spazi strani, maiuscole a caso, il numero di matricola copiato male. E quell’invito perentorio a cliccare l’url abbreviato, che contraddice tutto ciò che il Comune e ATAC scrivono da lustri. Il preavviso vero non arriva mai via foto o scan con link. Il pagamento scontato (art. 126 CdS) si fa sul portale ufficiale, con SPID o senza, ma mai con un minuscolo indirizzo che nasconde l’abisso di un sito fake che imita PagoPA e vi ruba carta, codice, SPID.

Il vademecum per non sbagliare

Ecco il poker delle cose da fare:

  1. Non cliccate mai quel link. Mai.
  2. Verificate sul vero sito: targa + numero verbale (se c’è). O chiamate il numero verde del comune.
  3. Se la multa è vera, la troverete sul parabrezza o arriverà a casa entro 90 giorni.
  4. Se avete già cliccato e pagato: bloccate la carta, cambiate password, denunciate subito su commissariatodips.it o Polizia Postale.
  5. Oppure chiamate il call center del vostro Comue – in questo caso Roma Capitale 06 060606 o controllate sul sito – in questo caso su atac.roma.it.
  6. Se la targa è la vostra e sospettate una multa reale, controllate sul parabrezza o aspettate la notifica ufficiale a casa (entro 90 giorni max).

In sintesi: il preavviso vero non ha mai link abbreviati. È una truffa classica di questi anni, che sfrutta la nostra paura atavica della multa e la nostra fretta di pagare per non pensarci più. Buttate via il foglietto e non pensatici più e se potete denunciate.

da "lastampa.it"

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