Quando a febbraio scorso la pratica con la domanda di grazia in favore di Nicole Minetti è arrivata al Quirinale, il presidente della Repubblica e i suoi consiglieri erano ben consapevoli che l’eventuale firma avrebbe potuto avere un peso politico notevole......
Estratto dell’articolo di Giovanni Bianconi per il “Corriere della Sera” NICOLE MINETTI FOTO LA PRESSE 2 Quando a febbraio scorso la pratica con la domanda di grazia in favore di Nicole Minetti è arrivata al Quirinale, il presidente della Repubblica e i suoi consiglieri erano ben consapevoli che l’eventuale firma avrebbe potuto avere un peso politico notevole. Perché il nome della ex igienista dentale promossa nel 2010 a consigliere regionale della Lombardia trascina inevitabilmente dietro di sé quello di Silvio Berlusconi, con le sue cene eleganti e tutto ciò che ne consegue; a partire dal «caso Ruby», la ragazza marocchina assurta a nipote del presidente egiziano Mubarak, nel quale Minetti ebbe un ruolo di primo piano. Sono passati quindici anni, ma la memoria resta viva, come era viva — in attesa dell’esecuzione — la condanna a 3 anni e 11 mesi di reclusione inflitta a Minetti per due distinti reati: sfruttamento della prostituzione nel processo Ruby...
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